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La maggior parte dei risparmiatori è convinta di non pagare commissioni sui fondi comuni o sui loro prodotti finanziari di investimento.

Perché? Di solito per il semplice fatto che l’intermediario ha eliminato le commissioni di sottoscrizione, dando la falsa sensazione al cliente di non aver sostenuto nessun’altra commissione.

Spesso la trasparenza viene messa da parte a fronte di ricche e onerose commissioni, che permettono agli intermediari di guadagnare maggiormente a discapito degli investimenti fatti dai risparmiatori.

I costi e le commissioni sui fondi comuni di investimento variano molto da strumento a strumento. Si tratta di una voce che può pesare notevolmente sul rendimento dell’investimento, perciò è essenziale esserne consapevoli e capire quali sono.

Analizziamo insieme i diversi tipi di commissioni sui fondi comuni che possono essere applicate!

Commissioni di sottoscrizione

Sono il prelievo trattenuto dall’istituto bancario nel momento in cui viene sottoscritto lo strumento di investimento. Questo vale sia per i fondi comuni, una sicav, una gestione patrimoniale o una polizza vita. Solitamente si tratta di una percentuale tra lo zero e il 5% e di solito varia a seconda della tipologia del fondo.

L’ultima trovata delle banche? Le commissioni d’ingresso rateali per i fondi d’investimento, conosciute anche come tunnel.

Attraverso le commissioni di sottoscrizione differite sui fondi comuni d’investimento, i risparmiatori devono pagare una sorta di “riscatto” per riavere indietro i propri soldi investiti.

Dopo tantissimi anni, si era riusciti quasi a eliminare le commissioni di sottoscrizione, ora sono tornate ma in formato più subdolo. Infatti, alle società di gestione, grazie ad un recente provvedimento di Banca d’Italia, è permesso applicare queste commissioni in forma rateale, ovvero spalmandole su più anni. Un tranello da cui scappare velocemente.

Commissioni di gestione

Sono un costo applicato a titolo di compenso per l’attività di gestione del fondo e di costruzione dell’asset allocation.

Questo costo è rappresentato da quella percentuale del patrimonio totale del fondo che la società di gestione trattiene. Viene calcolato su base annua, ma su alcuni strumenti corrisposto a cadenza semestrale, trimestrale o mensile.

Le commissioni di gestione vengono incassate dalla società di gestione del risparmio e una parte viene riconosciuta ai soggetti collocatori, come ad esempio la banca o il consulente finanziario. Questa tipologia di costo dovrebbe essere proporzionale al lavoro richiesto nella gestione del fondo.

Si può arrivare a pagare commissioni fino al 3% all’anno su un singolo fondo, ma la media è stimata a poco più del 2%.

Commissioni di uscita

Le commissioni di uscita (o di rimborso) sono sostenute dall’investitore quando decide di riscuotere il proprio capitale.

Spesso variano in funzione del tempo di permanenza nel fondo: più tempo è trascorso all’interno del fondo, minore è la commissione applicata sull’importo rimborsato.

Commissioni di performance

Le commissioni di performance (performance fee) sono commissioni opzionali percepite dalla società di gestione del risparmio per aver raggiunto, in un determinato periodo di tempo, specifici traguardi di rendimento.

Vengono calcolate in termini percentuali sulla differenza tra indice del mercato di riferimento e rendimento del fondo, oppure sull’incremento di valore della quota del fondo in un determinato intervallo di tempo.

Si tratta di una forma di onere variabile, quindi, difficilmente valutabile in anticipo.

L’idea è quella di incentivare la buona e corretta gestione del fondo comune, allineando l’interesse di rendimento del risparmiatore a quello di redditività del gestore.

Per evitare commissioni di performance dannose per gli investimenti, occorre approfondire:

  • la periodicità di calcolo e prelievo delle commissioni, se è molto frequente il rischio è che ci si trovi a pagare commissioni di performance in periodi intermedi, nonostante il rendimento complessivo sia stato negativo.
  • metodo di calcolo, deve essere verificabile e non suscettibile di manipolazione.
Le-commissioni-sui-fondi-comuni,-attenzione-a-quanto-paghi!

Commissioni di collocamento

Sono commissioni applicate a fondi comuni di investimento con una finestra di collocamento in cui è possibile investire (come i cosiddetti “fondi a cedola”) e una scadenza.

È un costo a carico del fondo, quindi non evidente ed esplicita come sono le commissioni di sottoscrizione e uscita. Viene prelevata immediatamente in un’unica soluzione e in seguito ammortizzata linearmente fino alla scadenza del fondo di investimento.

Nel caso di uscita dal fondo prima della scadenza, allora l’investitore si vedrà addebitata tutta la parte di commissione non ancora ammortizzata.

Commissioni di switch

Alcune tipologie di fondi hanno anche le commissioni di switch. Si tratta della possibilità di migrare da un fondo ad un altro a fronte di una commissione, ovviamente all’interno della stessa società di gestione.

Altri costi

Sono molti i costi che si possono sostenere all’interno di un fondo comune. Oltre ai principali di cui abbiamo parlato poco fa, possiamo elencare anche i seguenti:

  • Spese di revisione: sono quelle dovute alla società di gestione del risparmio che rivede il bilancio annuale dei fondi.
  • Spese di pubblicazione del valore della quota: la legge prevede che la quota venga pubblicata su un giornale con ampia diffusione e alcuni gestori fanno pagare un onere per questo motivo.
  • Compenso per la banca depositaria: sono costi collegati al deposito dei titoli presso un istituto bancario;
  • Spese legali e giudiziarie: sono spese riguardanti l’istituzione o le modifiche legali legate al fondo comune;
  • Commissioni di distribuzione: si tratta di commissioni pagate al distributore del fondo.

Conclusioni

Come abbiamo appena visto, sono veramente tante le commissioni sui fondi comuni che possono essere applicate. Evitarle tutte è impossibile, ma possiamo fare attenzione e scegliere soluzioni chiare e trasparenti, così da non pagare oneri troppo pesanti e andare a demolire gli investimenti fatti.

Come Consulente Finanziario Fideuram nelle provincie di Asti, Torino e Alessandria ti fornirò una Consulenza Finanziaria professionale, mettendo al centro le tue esigenze, con l’obiettivo di tutelare di tutelare i tuoi investimenti.

Le mie soluzioni di investimento in fondi comuni, gestioni patrimoniali o polizze non prevedono né commissioni di ingresso né commissioni d’uscita ma soltanto la commissione di gestione!

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